Ultima modifica: 1 November 2016

Progetto CLIL

L’USR per la Lombardia grazie ad un Protocollo d’Intesa siglato il 25 febbraio 2010 con la Direzione Generale per gli Ordinamenti scolastici e per l’Autonomia scolastica del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il British Council, ha avviato nell’anno scolastico 2009/2010, in sei scuole lombarde, il Progetto IBI/BEI, (istruzione bilingue in Italia). In queste scuole, dalla classe prima alla quinta della scuola primaria, almeno il 25% del curricolo è stato veicolato in lingua inglese.
A seguito dei positivi risultati riscontrati al termine del periodo di sperimentazione   l’USR Lombardia ha deciso di sostenere la prosecuzione dell’esperienza  avviando il progetto “Eccellenza CLIL nel primo ciclo di istruzione” che si propone come continuazione e completamento del percorso di sperimentazione IBI/BEI.
Il progetto è finalizzato allo sviluppo delle competenze linguistiche di lingua straniera (inglese) e alla veicolazione di materie disciplinari in lingua inglese (arte, scienze, geografia, tecnologia,ed. motoria), esso è centrato sulla progettazione, sperimentazione e documentazione di moduli Clil.
CLIL significa “Content and Language Integrated Learning”, cioè apprendimento integrato di lingua e contenuto, come già detto, prevede l’insegnamento di una disciplina non linguistica per mezzo di una lingua straniera, con un duplice obiettivo: apprendere il contenuto disciplinare e, contemporaneamente, la lingua straniera.
Il Progetto Clil prevede:

  • forte orientamento all’internazionalizzazione espresso nel PTOF;
  • disponibilità dei docenti a produrre unità di apprendimento CLIL da utilizzare in classe;
  • disponibilità a svolgere nella scuola almeno 20 ore di unità di apprendimento CLIL in lingua inglese nell’anno scolastico;
  • disponibilità dei docenti ad attività di formazione in presenza e online.

Il metodo CLIL ha lo scopo di:

  • imigliorare le competenze linguistiche in lingua straniera e le abilità trasversali collegate alle discipline coinvolte;
  • motivare all’apprendimento linguistico e disciplinare;
  • utilizzare la lingua straniera in contesti diversi da quelli in cui è normalmente utilizzata in ambito scolastico;
  • attivare modalità di lavoro collaborativo tra docenti di lingua straniera e docenti di disciplina non linguistica;
  • innovare i metodi e le pratiche didattiche.

Il progetto punta anche all’innovazione didattica, attraverso il supporto delle nuove tecnologie e la proposta di uno stile di apprendimento, e prima ancora insegnamento, di tipo collaborativo. Il lavoro di progettazione comune tra docenti di lingua 2 e di discipline non linguistiche genera crescita professionale, creazione di comunità professionali dialoganti e interagenti, cooperative e stimolanti per gli adulti educatori e anche per gli alunni.